1- Il cammino di un popolo a partire dal Congresso Eucaristico

Riflessioni “a caldo” (Palermo, 23 Maggio 2011)

+++ Il Congresso Eucaristico ha permesso alla Comunità di S. Sergio I Papa di fare una forte esperienza di Chiesa locale nella Chiesa particolare di Palermo.

+++ Abbiamo celebrato il Congresso a partire dalla comprensione che Gesù continua a donarsi a tutti noi, come persone, come famiglie e soprattutto come popolo, attraverso la sua presenza reale nell’Eucaristia, da noi celebrata e adorata.

Per questo abbiamo detto con grande gioia: “Grazie Gesù, tu sei sempre in mezzo a noi così come ci hai promesso”

+++ Abbiamo adorato il Cristo presente nell’Ostia santa, Corpo e Sangue suo assieme ai bambini e genitori, giovani e adulti, ammalati e anziani, di giorno e di  notte senza sosta.

Su questa presenza si fonda il nostro essere Chiesa qui e ora, non solo nella Comunità che ascolta la Parola e che celebra il “fate questo in memoria di me”, ma sentendoci una realtà di popolo, il Popolo di Dio.

 +++ A conclusione di un cammino trentennale, espresso in scelte di azione pastorale in mezzo alla gente per sensibilizzare, aggregare e convocare, abbiamo adorato Gesù Eucaristia in tutte le sei Zone del territorio parrocchiale. In questa occasione le testimonianze di alcune persone hanno fatto eco alla consapevolezza di essere diventati Comunità-famiglia, affidando a tutti, con grande atto di fiducia, le proprie situazioni di vita, anche le più nascoste e terrificanti, sicuri di essere capiti e accettati.

+++ “La  locanda di Emmaus”, offerta dai giovani alla Comunità, ha rappresentato in forma plastica allo stesso tempo la memoria dell’accaduto biblico e l’icona per noi nel voler riattualizzare oggi quanto in questo episodio viene raccontato. Senza che ce ne accorgessimo l’episodio di Emmaus è diventato anche il nostro itinerario sia perché lo slogan dell’anno posto sul presbiterio e nella lettera ai cristiani era “Gesù è il pane del nostro cammino”, sia perché la scelta per configurare tutto il Congresso Eucaristico è caduta proprio su questa Icona con il richiamo “Venite alla Festa, Cristo prepara un banchetto per noi”.

+++ Il pranzo condiviso con i poveri della parrocchia, nel contesto della celebrazione del Congresso, ha comportato contemporaneamente il coinvolgimento di diverse persone della caritas e delle piccole Comunità, volendo ricordare a noi stessi la duplice dimensione che assume l’atto dello spezzare il pane che Gesù ha operato per noi:  sfamare la nostra fame e sete di Dio e il condividere quanto possediamo perché nessuno manchi mai di qualcosa di necessario.

+++ La configurazione in C.E.B. di otto Piccole Comunità, dopo ampio e anche sofferto discerni- mento, ha comportato la consapevolezza di una nuova immagine di Chiesa, confermando l’Icona di Cristo servo, di Gesù che prende il grembiule e lava i piedi ai suoi amici, gli Apostoli, insegnando loro a fare altrettanto. Abbiamo capito di dover essere Chiesa in mezzo alla gente, in mezzo alle case, tra le necessità e gli aneliti di futuro, una Comunità Ecclesiale che ascolta, si coinvolge e si fa Eucaristia, pane spezzato e donato per fare comunione con il Corpo di Cristo che si nasconde nell’umanità sofferente e con essa anela a risorgere.

+++ Da una nuova convocazione e dall’esperienza dello stare insieme di alcune persone sono nate altre cinque Piccole Comunità. Ciò ci conferma sulla necessità di una continua  e nuova convocazione, Lo Spirito Santo non ferma mai la sua azione del generare continuamente e di irrobustire le gambe infiacchite.

+++ Accostandoci alla Riconciliazione, dentro l’esperienza del Congresso Eucaristico, abbiamo avuto modo di comprendere ancora di più la nostra fragilità davanti a tanto amore di Cristo, la nostra incapacità congenita di essere fedeli come Lui è e ci vuole.

Contemplando la sua passione, morte e risurrezione riscopriamo sempre più quanto il Padre sia misericordioso, lento all’ira e ricco di grazia.

+++ Tante sono state le processioni in questi lunghi anni del cammino parrocchiale, ma quella del “Corpus Domini”, a conclusione del Congresso Eucaristico, ci ha avvolti in una commozione tutta particolare.  Abbiamo camminato per più di due ore pregando, cantando e adorando Gesù nell’Eucaristia portata a tutte le famiglie, a tutte le persone, proprio nella continuità della scelta fondamentale della pastorale per e con tutto il popolo. Una commozione che ha pervaso tutti i presenti nella consapevolezza di voler testimoniare e condividere con gli altri quanto ognuno di noi ha meglio capito, assimilato e interiorizzato. Abbiamo avvertito in questa occasione di dover essere dei “Cristofori”: portatori di Cristo nella vita quotidiana.

Le testimonianze di alcuni ministri straordinari della Comunione ci hanno partecipato , infine, quanta consolazione e quanta forza Gesù dona agli ammalati e alle persone anziane attraverso il servizio costante della Comunità.

+++ La presenza del Vescovo nella celebrazione conclusiva del Congresso Eucaristico ha ufficializzato e dato conferma ecclesiale al nostro cammino di popolo.

Egli in modo particolare ha confermato il Progetto Comunitario e ha riconosciuto i servizi svolti da tanti battezzati in questi lunghi anni. Questo momento solenne ha accresciuto in noi la consapevolezza di essere dentro e parte della realtà della Chiesa particolare.

Abbiamo, infatti, sempre camminato in sintonia con il nostro Vescovo. A lui fin dal momento dell’accoglienza del Progetto N.I.P. abbiamo presentato la nostra scelta di azione pastorale, convinti che fosse quella adeguata per questa porzione di popolo a noi affidata. Cosa che abbiamo continuato a fare negli anni con i suoi successori nella continuità apostolica nella Chiesa di Palermo fino a nostri giorni.

La celebrazione conclusiva del Congresso Eucaristico parrocchiale, presieduta dal  Vescovo, ci ha dato certezza che la nostra esperienza di Chiesa nell’Eucaristia ha assunto la dimensione di fonte e culmine del nostro essere Comunità convocata nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Abbiamo capito e vissuto che cosa significhi per noi “Mistero della fede”, cioè: mistero da credere, mistero da celebrare, mistero da vivere, mistero da annunciare e da testimoniare sempre.

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